*' TRATTBNtÀtENToî. jg|
H te, quello che Cartoccio insegnava ai suoi <jì->tM ' scàpoli tiel più folto de’boschi di Vi]krs-Corife«.■£ rets ; cioè che fi può essere galantuomo ed uri-Vî le eziandio alla sua patria, rubbando al suofe: prossimo, purché si schivi di ucciderlo ? Quc-
®S sta dottrina, diremmo noi, sturba tutto Tor-ii!! dine dellaSocietà: e la mansuetudine di Car-iti» tuccio è Una stravaganza, poiché perméttereil latrocinio, è aprire ali’omicidio due larghelilp porte: imperocché colui che vorrà difenderetifa le sue sostanze, ammazzerà; è colui che vuoibit rubbarle * ammazzerà anch’ egli, o per aver-le le, o per salvarsi. Talee più pernicioso anco-iiili, ra è il raziocinio di quelli che mirano come co-bi! sa indifferente, il levare ad uti marito la pro-le: prietà del cuore della sua sposa* e che con di-ci:: spregio del matrimonio , dell' Educazione, eSèi: dei primi interessi della Società, hanno osatopi. asserire e pubblicare colla stampa questa stra-na massima, che se David è stato biasimevole,né non lo è stato per aver veduta Bersabea* maì-IIl:: unicamente per a ver uccilo Uria. Quando laà Filosofia discorre male, fa travviare in erroreilE p e sé ed altri. Quando ella dà nel segno* noi*jp : ha autorità per farsi credere : eli’ è dunque una(ti;: scuola pericolosa o poco utile ; e noi ne abbiamà bisognod'una più sicura »