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Tomo decimo.
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li Matrimonio. Tratt. II. 183

. immaginario, i Filosofi preferendo il lor di-* scorso ali’ordine stabilito, adduslero di quan-di, do in quando de’sistemi affai differenti intornooli al Matrimonio.

Il divino Platone vedea chiaramente la ne-ceffità assoluta della comunità delle donne .w; Maometto ed j suoi seguaci, che in sostanzaprofessano un Deismo comodo, ed accompa-gnato da alcune pratiche minute, senza sfór-zo o coffrignimento veruno, vedono ancor più.N chiaramente la necessità d’asiìcurarsi , a forzadi chiusure , di guardie ,e cautele, la proprie-*' tà delle lor mogli, e di averne ciascuno tre, e*i''S tante eziandio quante è lor possi olle tnarne-nerne. Altri Deisti accozzano, e combinano 1 ’à impegno d’un maritaggio legittimo e conosciu-aiS: to, con legami ed amicizie clandestine, mapaffaggere .■ e li conduce anch’ essi a questo si-ili sterna la pura ragione. Che cosa mai, non ha,o» intrapreso la ragione di stabilire e di difendere,lift arrogandosi l’autorità dell'evidenza?ila: Quanto anoi, Cavaliere mio caro , non ri-

si:: poniamo la- gloria della ragione in stabilireitali nuove regole,- ma in seguitare la regola che èIjÀ fatta, e conformare l’unione dell’ uomo e del-ibin la donna alla volontà di chi l’ha istituita.sif Per mettere neila Società la pace , la buccia(liiîf! educazione, le previsioni necessarie, gli av*pii:: visi, la consolazione, e ruttigli ajuti più m-M fallibili, Dio ha da bella prima impesto ed ape-M volato ali’ uomo P obbligazione d’amare (a tuadonna, e di rimanerle fedele, facendoglielaM considerare come una parte dì lui stesso. EgliìA volle, eh’ella fosse, nel bel formarsi di lei,

M 4 ciò