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Tomo decimo.
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Trattenimento lì.

thè vengono ascoltati nel mondo, e che solci parlano del tene della Società, quando cerovinano infatti i veri fondamenti . Da unaltro canto niuna cosa è cosi salutare ad unoStato, come la dottrina e lo zelo della Chie-sa , poiché ella non onora il celibato, se nonse coH’iutènzione di vedere quei che 1 abbrac-ciano , divenirne più perfetti, e più utili aglialtri; e s’applica ad inculcare ai grandi delpari che ai piccioli la dignità del matrimo-nio, per piantarli tutti in una santa ed ono-rabile Società; poiché finalmente ella è cheadopera assiduamente per ricuperare, nutrire,ed ammaestrare que’figli, che erano stati peruna affatto bestiale filosofia abbandonati.

Che richiède e intende il Filosofo, il qua-le si dichiara o in favor delia comunanza diPlatone, o del celibato d’Epicuror’ Lâ sua mi-ra è, d estere liberato da cure, da’dispendj,da sollecitudini per stabilite la prole, in som-ma da ogni fatica ; il che è lo stesso , cheVolere , che la Società faccia, tutto per lui,e non far egli niente per essa.

Non sdegneremo tuttavoîta di sentire leragioni di cotesta sublime Filosofia, la qualevede più chiaro ché non vede la Chiesa, eche trova de’ nei e de’difetti nella rivelazione .I seguaci dell’Epicurianismo non reputano setanto inutili; ed ho lor sentito dire, che ,iloro congiungimenti non erano sempre infrut-tuosi ; che conveniva avere in uno Stato del-la gènte d'ogni spezie; e che se la Repub-blica desiderava da una parte d’â vere de’ cit-tadini beneducati; dal! altra le giovava averN 3 purè