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pure di quelli che sapessero maneggiare la fpaz- #Lola e la setoletta. ^ fa
Piacemi gran fatto Fequità con la quale liconcedono che la nascita e F educazione de’ suRe, la nascita e l’educazione di quelli die siionorevolmente adempiscono a tutte le prose!- i jì:sioni, sono frutti avventurosi del matrimonio | àregolarmente contratto . Ma ho un rìmprove- pro da far loro, perché attribuiscono edascri- ijovono ali’opere loro, quella di propagar la ca- fti
naglia. Tale pretensione non è senza vanità <1:né senza ingiustizia j eglino s’appropriano una ^gloria, di cui agli uomini più brutali, più «violenti, e meno filosofi tocca la miglior par-te. Dal che segue che la Società, che non »»ha mai creduto d’essere debitrice di cosa al- !pircuna ad un’ operar cieco e strabocchevole , jnon si crede niente più tenuta a gratitudine pverso coloro, che osano dare il nomedili- tipolosofia al loro libertinaggio. ' fa
L’esperienza dimostra, che il bene del ge- ainere umano concorre perfettamente, con la m]parola di Dio a dimandare Punita e l'indii- sfa
solubilità del matrimonio; poiché togliendoi 'favincoli voi togliete i sentimenti onorevoli, ^gli scambievoli e durabili ajuti, la stima,!’ faiamore , la prudenza, P esercizio d’ogni virtù, j (la certezza e le utilitadi mutue che sogliono K
perpetuare efficacemente tutti gli stati. faAvendo Iddio in miragl’inestimabili efset- fati di questa unione, ne ha facilitatoidove- fari, e promosso il fortunato esito, con la di-versità di carattere e qualitadi, che ha pollo sfaveli'uomo e nella donna. Egli hadatoalPuo- ^
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