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Tomo decimo.
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202 II M A T R I Jî 3 X I o;

zj; e sa che i suoi lamenti, la fòrza de’qua-li sarebbe presto affievolita, se si ripetesserodi frequente, saranno un'utile impressione,quando saran rarissimi. Ma le sue occhiate,tuttoché dolci e senza affettazione, tengonoin dovere tutto'1 domestico a lei soggetto;e la sua pazienza la rende così degnassi ri-spetto, che è costretta a moderare e addolci-re col lieto suo volto, e col suo sempre be-nefico genio, l'austerità incomoda che nonpotrebbe andare disgiunta da una vigilanzacosì continua e inalterabile.

Quantunque sordine, la nettezza, e la pa-ce eh ella stabilisce per tutto, fieno vantaggiamabilissimi per se stessi , e naturalmente at-ti a conciliarle degli applausi ; ella ha un al-tro scopo i riduce il tutto ad un fine più im-portante , ch’è la soddisfazione di suo marito.Ella vuole sopra tutto, che ritornando eglia casa, dopo la diurna fatica, possa agiata-mente sedere, per ristorarsi con libertà, nonper sentir querele, e- per giudicar liti , piùmoleste per lui , cheipiù difficiliegravi af-fari. Tutto è in ordine, e regola, alTuo ri-torno - Vuol ella, che con 1’ ordine, troviegli altresì nella casa sua la tranquillità e sallegrezza. Non conosce mezzo piùsicurodirendergli amabile la sua propria abitazione;e nella necessità di scegliere tra una giustaeconomia, ed una calma inalterabile, dà ellasempre alla calma la preferenza. Agevola ecede, sopra alcuni minuti vantaggi, e consi-dera la pace il maggior guadagno di tutti.

Quando un ragionevole bisogno la forza ad

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