252 Lettera sopra i’Educaz. ^
semplice e più secondo che quello di legge, i fre un pezzo di Storia , di riandarlo poi di fisè a viva voce, o di renderne conto adun'. jtiialtra persona , e di scriverlo sul fatto. $Quest’esercizio sarà senza dubbio più prò- Utfittevole e più svegliato, se da prima si sarà, kisiccome quello de’compendj geografici, sotto Im.la direzione d’un maestro giudizioso, che pos- il!sa avvertire destasti, i quali fossero contro fao Sig.curatezza Storica, ocontro la lingua, o con- (puritro la regolarità dell’ortografia. Il maggior sipresidio, onde aiutar si può la fatica d’utu jiigiovinetta, che si mettenell’ufodi scrivere, iiiitè di applaudire al suo retto gusto, nel lasciar 'lìqnfuori certe circostanze e minuzie poco utili; i anell’insistere sopra un bel sentimento, oso- ifìpra una apertissima ingiustizia: nelladilica- unirezza di senso, ch’ella averà mostrato di ave- piire per qualche viva ed interessante pittura. Sm<Ben presto dopo, due buone amiche, due so- àglireste, che renderannosi un conto scambievo- datele della loro fatica, terran luogo di maestro quell’una per l’altra. La sacra Storia, tratta da’ Melibri bene scritti, quai son quelli che ho ad- N(ditati, e studiata a questo modo, o nella so- fa]litudine del gabinetto,o tra giovanette, mercé itilaun lungo abito di parlare con filo e connes- istisione, e di scrivere correttamente, non può ài,non diventare per esse, la scuola della mora- «jjle, dell’eloquenza, e del buon gusto . Il be- seine reale, che ne resterà, non è di caricare piesattamente la lor memoria con una lunga ti- faverata di sarti . Elleno potranno eziandio di-menticarseli, in assai gran numero, eia co- ^