354 Lettera sopra i’Educaz.
Quando Io spirito é fatto sodo, ed etiti- &to di dottrina sufficiente, egli è in issato di l«sentire il debole e frivolo de’racconti favo- Halofi , Ma sarebbe stato pregiudiziale princi- Cpiare di qua, neli’istruzione della più tenera ti' 11gioventù, ed occupare in tai narrative una «Idragione affatto nuova, nella quale per an- Ache non è stata messa con orarne alcuna ve- iterità. Con tutto ciò è pur troppo stile ordì- !it, !nario quello di far gire d’un’egual passo la lìtiStoria Santa e le metamorfosi ; in guna ta- |tftle, che una giovinetta s’intenerisce e fi com- ; n<ìmove almeno tanto in udire il destino del- VAle sorelle di Fetonte, quanto in udire quel- faplo d’Isacco vicino a sacrificarsi ; ed ella par- talla con la stessa gravità del Dio Giove, che Midel Dio d’Àbramo. |fp
Quand’ella averà acquistata una idea già- (jpsta della religione , ed averà preso gusto tidella verità, sarà tempo allora di mostrar* siale gli oggetti deboli e vih, su’ quali vesta- i«va la Reìigion Pagana . Convien dare alle Wpersone ed ai fatti un’aria di ridicolo, ac- mciocché tali follie non colpisc ano 1’ ;mma- il eginazione con troppo vive immagini. Bastad’insistere sempre su i assurdi à cella mara* pocviglia, per indebolirne 1' impressione. «pii
Sarebbe poi una perdita luttuosa di tetti- telpo, ed un io piego vane della razione , far pillidurare per più anni lo studio di queste stivo- te.lezze ; studio si miser,bile e vile è da spe- hadirsi in breve. Ma essendo pur necessario d’ S|averne una nozione , è facile sbrigarsi dalla quafavola in meno d’un mele e di schierarla o» in
dina»