•282 Lettera sopra l’Educaz.
to con la pluralità delle figure: ma ferrei». ' fro di pena, perché li ferma , e li affigge, ; valor malgrado, ad un medesimo luogo . Ma unecco un altro, assai diverso, motivo di do- c»Iore per essi. Esigete da giovanetticome è fi.forza di esigerlo nelle scolo- pubbliche, che «stieno per più ore a sedere cheti ed immobi- fali, sinché venga la loro volta d’essere eser- itericitati ad una corta lettura : questo riposo è mper essi un supplizio. Sono così alla tortura jiivcinque o sei ore per giorno: di maniera che iitilravvicinarsi di questa lugubre sessione più li «spaventai e dà loro una spiacevole ingrata ,loiidea del leggere, che degenera in prevenzio- lne bene spesso insuperabile. Chi mai ben co- dinosco il principio, che agita i piedi de 1 fan- nicciudi ? Taluno il prenderebbe per una spezie facildi salnitro. La cassa tipografica, ben lungi jmdal tenere i ragazzi nella sessione violenta, : cheesercita ad un tratto tutte le loro potenze, iijfanti-’ uso degli occhidelle mani, e quel che siti,per essi è il punto il più importante, fanno triiuso de’ loro piedi . Bisogna trar fuori delle ticarte dai loro ripostigli, fare da un momen- to ito all’altro diversi viaggi, schierare le car- cite in giusto e dritto filo , che diventa un fife•opera di riflesso ; riportar poi le carte ne’ «ni postigli , che ne presentano il titolo o 1’ h.insegna , e ricominciare i viaggi. 1
Di quei che compongono la truppa , gli , à*ini sono Attori, gli altri sono spettatori, e jetregistratori ; si può proporre de’premj per chi traifa sopra perfetta: e per chi emenda ocor- seriregge a proposito. S’adoprano più armadj, ver
quasi-