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Tomo decimo.
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297
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Trattenimento V. 297

iìiJti! rioni sempre piene, e per la giusta lunghez,

®i|; za delle sue espressioni sempre sonore . Alsài: contrario si studia la lingua Italiana, malgra-ppb do la noja ch’ella cagiona col ricorso perpetuotilt ^e’quattro suoi a, e, i, 0 , ne’quai terminartziîx po tutte le sue parole, e che stancano î’orec-iiltz càia con una spiacevole uniformità* . Sicore, pi mincia pure a studiare tra noi la lingua In-nati glese, tuttoché tagliuzzata dirò così, in mi-to! nuti pezzi d’una sillaba; tuttoché aspra, eds,ì; ispida di consonanti dure, che convien far sir{lìti' schiare, senza lasciarne alcuna. Queste dueiute lingue però sono state maneggiate da Scritto-li; ri cosi stimabili , gli uni per la grazia natu Timpt rale del loro ingegno, gli altri per l’ampiez?ìftt za delle loro ricerche , che si può ricavar-?ut,;' ne non già ( né men per idea ) tanto profit-tile to , quanto dall’ antiche ; ma parecchie co-bi: gnizioni che F antichità non ci appresta.

Mi; Tutti coloro che ho veduti imparare l’Ita- unicoà,, siano 0 1'Inglese con lo studio delle regole, e mezzoyij con la composizione de’ temi , hanno speso ù’impa-li molto dinaro, e non hanno imparata la lin- r . are le! goir gua, che volean sapere : o se vi sono arriva- v jy|“*pti, l’han fatto cambiando metodo. Uno solo ■*

. BS ve ne per le Lingue vive, cioè trasferirsi nelK jV paese, dove si parlano, o parlarle perseveran-ti temente con persone chele posseggono . S av-

jla verta però, che gl frequente esercizio della

niffiF con-

j'" * Forse qui il nostro Autore adduce 1’ effetto

, , d’una particolar sensazione , effetto, non costan-'9 1 te, nè universale , ma rispettivo, quasi una ra-ti® gjon di demerito intrinseco, della Lingua Italia-tiîî «a, la qual ragione ognun vede quanto sia insilisi-;j;8 stente.