:a
«ti;^ il;ia®Ì«ÌRlwicbtoìOlljîtuo i:kì
muti
llta
mli,;
■fi®
ulti
ài:
lue
aaSic
è,i;A ài
piÌBIE
1 * 1 :
!«
»!
MllS
è?
noli liibisoìliî
I
l'R.ÂtfENlìiENtol/. Zvr
éd interrotto quest’eserciziò di memòria , tut-to fi discioglierà . Per mancanza dì alcuniprincipi, che dieno norma fissa ai giudizio,esiteranno sopra ogni poco dilatino, che lorsì vorrà presesi tare dinanzi ; Non potranno di-ci sciare il senso del menomo Autore ,■ quandoal latino vorran ritornate. La cognizione del-le parti del discorso, e le.prime regole secon-do le quali queste parti si costruiscono , sofie»dunque assolutamente necessarie ; perché songuide che sion si perderanno mai, e ché fa-ciliteranno sempre Panda tura della mente, obisogni tradurre un'Autore, o convenga met-tere alcune parole di francese in latino. La-sciamo da un casito tutti i maravigliosi me-todi, tutti i segreti nuovi , i mezzi brevi ec*Prendiamo il partito sicuro, attenghiarnoci al-le idee del Sig. Abate Rollin, e sopra tutte»alle pratiche si sensate, ch’egli propone permaniera di voti e di desideri (rf) quando tro-va stabilito e radicato il contrario.
Il metodo del Signor Abate Rollin si ridu-ce a fare una alternativa contisina di tradu-zioni e di composizioni, dando sempre il pri-mo luogo ed il più gran tempo alla tradu-zione sopra ratto ne’ primi anni , poi mo- j^ onu ^j.desiando ciò, che si compone, ancor più su’ re n $buoni originali che sopra mere regole. scrivere
II suo trattato degli Sttìdj non ci presenta nientese non mire nobili, e pratiche utilissime. Li- f* n °®sogna non ostante qui confessare che il gran
ser- P nmo
per im*
(a) Trattato degli St»dj. Art. dello studio de! parareLatino » una Lin*
gua»