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Tomo decimo.
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3©z Lettbra sopra lEducaz.servigio resoci da lui, cade su la perfezione; fimolto più che su i principi, in riguardo dequali gli è bastato dire lecose a mezza vo? J®ce: e questo appunto ha determina to voi, Si- |ignore, a chiedermi per il vostro caro figliuo- jtIo, ciò che io aveva notato cir a i difetti de f®primi studi, che non possono esser mal fat- fffi, senza preparare de'grandi ostacoli al buon iesser to desusseguenti. B

E molto ordinario il cominciare co'tanciul- ali da tutto il rovescio ni quel che far li do- #1vrebbe. Ascoltiamo sopra d> t Borrì più icapaci di parlar:» esattamente . Quintiliaiip fi»nelle tue Inst unzioni ; M. le sev-e di Jjau- Iijîtiur nella dei eri z ione del Metodo da lui se-, litiguifato nellalsevare il suo figliuolo, scoi qua- i®le lo se andare cosi innanzi, nel corto giro Sdi due arm; 1 Signor Arnaldo m un suo ma- »«miserino, che conservasi, circa la manieradi »Insegnare l'umanità ^ >ì Sig. Lanceiloto nelle fesue due eccellenti Grammatiche i il Sig Aba- IrateFleuri, M.duGuer. M. deCroulaz, etut- #1ti quelli che hanno meglio trattafoinrornoaU*- fEducazione, sono stati unanimi nelsen'imen-to, circa la maniera dinsegnare le lingue. »E riducono quest arte a due parole : poche ifirego/e, e molta praticha . <p

Ma siccome la pratica di parlar sempre uncattivo Latino è perniciosa, così la pratica ipdi comporre frequentemente un cattivo lati- hino è tale anch ella . Sha dunque a pigliare poun'avviso di cautela circa lacomposizionla- ilitina. Non vogliamo già che si lasci affatto? iot?&zi si vuole che sia più frequente, regolan? jt