3©z Lettbra sopra l’Educaz.servigio resoci da lui, cade su la perfezione; fimolto più che su i principi, in riguardo de’ ióquali gli è bastato dire le’cose a mezza vo? J®ce: e questo appunto ha determina to voi, Si- |ignore, a chiedermi per il vostro caro figliuo- jtIo, ciò che io aveva notato cir a i difetti de’ f®primi studi, che non possono esser mal fat- fffi, senza preparare de'grandi ostacoli al buon i”esser to de’susseguenti. B
E’ molto ordinario il cominciare co'tanciul- ali da tutto il rovescio ni quel che far li do- #1vrebbe. Ascoltiamo sopra d> nò t Borrì più icapaci di parlar:» esattamente . Quintiliaiip fi»nelle tue Inst unzioni ; M. le sev-e di Jjau- Iijîtiur nella dei eri z ione del Metodo da lui se-, litiguifato nell’alsevare il suo figliuolo, scoi qua- i®le lo se andare cosi innanzi, nel corto giro Sdi due arm; 1 Signor Arnaldo m un suo ma- »«miserino, che conservasi, circa la manieradi »Insegnare l'umanità ^ >ì Sig. Lanceiloto nelle fesue due eccellenti Grammatiche i il Sig Aba- IrateF’leuri, M.duGuer. M. deCroulaz, etut- #1ti quelli che hanno meglio trattafoinrornoaU*- fEducazione, sono stati unanimi nelsen'imen- làto, circa la maniera d’insegnare le lingue. »E’ riducono quest’ arte a due parole : poche ifirego/e, e molta praticha . <p
Ma siccome la pratica di parlar sempre un ■cattivo Latino è perniciosa, così la pratica ipdi comporre frequentemente un cattivo lati- hino è tale anch ella . S’ha dunque a pigliare poun'avviso di cautela circa lacomposizionla- ilitina. Non vogliamo già che si lasci affatto? iot?&zi si vuole che sia più frequente, regolan? jt