zo6 Lettera sopra i’Educaz,
fatti i loro ftudj, voglio che ve ne fieno citi*quanta che lo possano parlare con aggiusta-tezza, e duecento che l’intendano : quell’èun concedere assai. Se gli ottocento altri nonpossono nè parlarlo nè intenderlo, non è giàperché abbiano a vvuto scarsezza di temi, e dinoja . Bisogna dunque rendere la pratica de’temi più facile e più sicura. Lo che si fareb-be componendo frequentemente e lungo tem-po, o a viva voce, o nello studiolo prenden-do da un modello , di cui fi ha la memoriapiena.
Supponiamo adesso che il giovanetto, chefi mette alla composizione latina , abbia mol-ta facilità. Accordiamo eziandio contro Espe-rienza, che ruttigli spiriti abbiano pazienzabasir vele per ascoltar con piacere tutte le re-gole della fintasti , e assai di retto giudizioper applicarle. Ecco fatto il tutto, il vostrocaro figliuolo intenderà tutti i metodi chegli fi verrà far leggere , e vi adatterà lesue composizioni. Egli è pronto a farli vio-lenza, ed a raccoglierli tutt’intero, per pia-cervi. Voi lo guiderete per gradi, e di clas-se in 'classe (ino a praticare in un modofranco le cose più difficili nella grammati-ca. Voi crederete senza dubbio d'aver gua-dagnato molto : ed ecco quello che la gen-te del mestiere chiama un buon fondamen-to . Ma nella verità se gli è fatto un tor-to quasi irreparabile. Questa non è la spe-zie di composizione , che gli facea di me-stieri . Cotesto Latino , eh’ egli ha cavatodal capo suo ; sotto la direzione di alcune