,| TR ATTENI MI NTO V, 317
itti;, tro a sè un altro disordine, tanto più molesto,fc.; quanto che egli dura tre c quattr’anni o più:
ed è soggettare i giovanetti a comporre ognial giorno del Francese in Latino secondo qualcheiitfcp metodo stampato, che da bel principio li eser-ÌdiIj cita nella costruzione o disposizione delle paro*ite le della lor lingua. Quando voi incontrereteM ( dicono gli autori del metodo ) in Francese lallt!(l particella o-r, li. que, od i possessivi san, sa,ià'j. ses, &c. muterete Fattivo in paflivo ; prote-tte deretc cosi : userete questa, o quella avver-te, tenza. Il giovanetto non mette mai assiemete due voci latine, senza prima tosto osservare lastruttura delle due parole francesi, che lo gui-, dano, sì per lasciarle nello stesso ordine in La-yi'; tino, se il metodo non gli si oppone ; come per1( te farvi un leggier cambiamento, se il metodo,„,i. lo prescrive. Il genio della sua Lingua nativa“£ presiede a tutte le sue operazioni. Egli impara’ in tre anni una ventina al più di precetti e diQ maniere di fare, dove il Latino non va del pa-Q ri col Francese. Ma di tai maniere in realtà ven’ ha più di mille. Quando verrà il tempo eh*1E ", ei le sappia P Più eh’ egli si conferma nella pra-"î tica del suo metodo, tanto più si frastorna dalvero antico e buon uso. Dai venti q trenta ca-®‘ ! . pi in fuori, che il detto metodo in tutto con-( ® tiene, la composizione Latina del povero illu-so giovane va sempre col passo del Francese ; lo** che gli mette in capo uno stile in tutto e perà tutto simile all’accennato disopra,... Joanngs’F 1 qui laborat ad lucrandam pecimiam .
Se queste prime ragioni non vi paiono suffi-•F dentementc sviluppate, ecco un principio at«E to