Il® Lettera sopra l’Educaz.
Quelli che vi verran dietro, si guasteranno jx
lo spirito con parlare in una maniera risi- L
furata, o troppo studiata , ed aerea . Che ili
se v’appiglierete al partito di allettarli,- tur- !«
ti vi ascolteranno attentamente. Tutti par. pii
leranno , e saran naturali ne' loro discorsi, pa
Non lo niego , voi mi direte ; perocché di
Argomenti pieni di venustà , di allegria, c »
maneggiati alla familiare, incantano la pue- ali
vizia , e slargano il cuore . Se ella si av- hi
vezza per tempo a rimettere cosi in sul ut.
fatto le steste cose in latino , ella ve le nd
rappresenterà colle medesime frasi , colle ra
stesse parole . Lo farà presto quasi per gio- tei
co, ma con profitto, poiché senza indugio de 1
fatassi un abito al bel latino , e prenderà fin
quell’aria libera, che contradistingue loffi-le della conversazione , La disgrazia è che alegli Autori più opportuni a produrre questo, riibuon effetto sono pieni di cose perniciose noiai buoni costumi , e Plauto che è ancorai giipiù allegro e più procace di Terenzio, osi refende ad ogni tratto il buon gusto con mot- gliti sol buoni a far ridere la vii pie baia. Voi fagià sapete i lamenti che ne faceva Orazio,
Egli è facile del pari che necessario di ai
prevenire questi due pericoli, e di rendere gii
i primi studj affatto dilettevoli , senza osi na
fendere punto nè la pietà né il buon gusto, le
Quelli che insegnano non han forse al lor fa
comando tutta f antichità ? Non son forse (ti
padroni di trascegliere, di troncare, di rac. s
costare i pezzi scelti , coinè crederan con-venirsi , per l’attuale bisogno de’ lor disce-poli! j,