g5? Lettera sopra l’ Educaz»
ie e nobilmente scritto in latino da due? w
pene’anni, hanno questo di ameno per noi, cc
che i cottami del loro secolo e per colise- ri[
guenza le loro idee sono appresso a poco !»
Je stesse che le nostre . Non hanno quali #1
ipaj bisogno nè di ricerche nè di commen? Ifa
tàrj , e -sa prima lettura li fa intendere. Si
Nel!' ozio che la prontezza deste nostre Î £I
.composizioni potrà somministrare ad un gio- iM
vane umanista , fasciatelo godere del dolce à'i
pensiero eh’ei cammini solo nella lettura à
de*Poeti, degli Storici, e degli Oratori la- pf
tini. Le favole di Eaerno, già non saranno Seti
che un gioco per lui . In voce di mostrar- Tei
gli Marziale che gli darebbe moli' impac- «i
ciò, e poco 1' edificherebbe j permettetegli ti»!
il Dcleùus Efigrammatum , preceduto dalst sd
prefazione latina sopra la differenza del bel- Lib
lo naturale dal bello inorpellato. In luogo bei
della Farsalia di Lucano e delia Tebaide di itti
Stazio, che potrebbono fargli prendere gu- fa
sto della gonfiezza 4 mostrategli la Poetica i»f
<0 gli Scacchi ed i Vermi da seta di Gero, P
istmo Vida. Che bella Latinità! che diver- mi
lità di misura e d' armonia ! che ràssotni- fa
glianza con Virgilio per la ricchezza della fa
narrazione e per il fuoco delle pitture ! a e
Catello , a Properzio, ed a Gaudiano so? K
stituice la numerosa Versificazione di San- R>
nazzaro, o quella di Commise . Non vi fi «
troverà fiè la cadenza troppo uniforme de'versi di Claudiano , nè le perniciose pitta- n
re degli altri due . Commise risarcirà ba* &
stantemente tutti i caratteri , prendendo di- i
ver-