Band 
Tomo decimo.
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358
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g5? Lettera sopra l Educaz»

ie e nobilmente scritto in latino da due? w

peneanni, hanno questo di ameno per noi, cc

che i cottami del loro secolo e per colise- ri[

guenza le loro idee sono appresso a poco !»

Je stesse che le nostre . Non hanno quali #1

ipaj bisogno di ricerche di commen? Ifa

tàrj , e -sa prima lettura li fa intendere. Si

Nel!' ozio che la prontezza deste nostre Î £I

.composizioni potrà somministrare ad un gio- iM

vane umanista , fasciatelo godere del dolce à'i

pensiero ehei cammini solo nella lettura à

de*Poeti, degli Storici, e degli Oratori la- pf

tini. Le favole di Eaerno, già non saranno Seti

che un gioco per lui . In voce di mostrar- Tei

gli Marziale che gli darebbe moli' impac- «i

ciò, e poco 1' edificherebbe j permettetegli ti»!

il Dcleùus Efigrammatum , preceduto dalst sd

prefazione latina sopra la differenza del bel- Lib

lo naturale dal bello inorpellato. In luogo bei

della Farsalia di Lucano e delia Tebaide di itti

Stazio, che potrebbono fargli prendere gu- fa

sto della gonfiezza 4 mostrategli la Poetica i»f

<0 gli Scacchi ed i Vermi da seta di Gero, P

istmo Vida. Che bella Latinità! che diver- mi

lità di misura e d' armonia ! che ràssotni- fa

glianza con Virgilio per la ricchezza della fa

narrazione e per il fuoco delle pitture ! a e

Catello , a Properzio, ed a Gaudiano so? K

stituice la numerosa Versificazione di San- R>

nazzaro, o quella di Commise . Non vi fi «

troverà fiè la cadenza troppo uniforme de'versi di Claudiano , le perniciose pitta- n

re degli altri due . Commise risarcirà ba* &

stantemente tutti i caratteri , prendendo di- i

ver-