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ffiòsamente quelle che trovanfi piene di gran*»«sozza e di sublimità, ora perché soggetto n* égrande; ora perché la pompa determini v’ ac-compagna Con ragione lamaésta delŠoggetovUn’ altra tolta se gli fa sentire il carattere d’istipenile ré elegante e fiondo, o di, quello' ch’dsemplice, ma che piace per la stessa natural ve-nustà . dlon se gli permette d’ignorare né cosàsia una massima atta a regolari nostri giudizi#1* nostra condótta'; ne cosa sta una pie tura cherende 1’ oggetto presente con la vivacità dell*espressioni £ né cosa sia finalmente un pensierdilicato e che eccita nel cuora un bel sentimen-to , od un pensier fino che dice solo' al lettorela metà dàlie cose, per lasciargli il piacere d’indovinare il resto * e per associarlo in qualchemodo alla creazione di questo pensiero. Stgli dannócoslde’ contrasegni precisi, da’qua-li potrà riconoscere i tìaFjrgeneri di bellezza’;è quest’è una prati ca-è,ccellente y ma che ha ilsuo pericolo annesso. Siccome si guasta lo spi-rito senza volerlo col lungo uso del catti volatino , così guastarlo si può coll’ uso fre-quente de’béipeasieriv 11 giovane che ad ognitratto vien fermato su queste bellezze più rt-spièndeori, e che si lascia trascorrere leggieH-mente sul’altre; s’avvezza ad una ammira-zione estatica , in un co’suoi maestri, di tut-to l’ingegnoso eh-’ei legge. Segna e contra-distingue ne’suoi libri tutto quello che vi tro-va di più ingegnoso. Corre dietro ali' opeseingegnose, dietro alle collezioni di pensieriingegnosi . In tutto quello eh’ci leggerà o sen-tirà ,, cercherà troppo curiosamente il- vivo- «Ara % la