Trattenimento I. 23
avanti l’aurora, e ad emergere dal Sole quan-do egli entra sotto il segno del Leone, era lamarca infallibile del tempo, in cui doveva ilNilo crescere, e inondare le Campagne. Ellaavvisava gli Egizj che s’affrettassero a ritirarsisopra terreni alti, a corredarsi di vettovaglie,e scansassero l’irruzione repentina dell’acque.Serviva ad essi, come d'un Cane , che avvisail suo Ladrone de'vicini assalti di un Ladro.Per questo veniva essa rappresentata sotto la fi-gura appunto d’ un Cane , o d’ un uomo ,colla testa di Cane , con ali a’ piedi , eduna pentola sul braccio . Poteva il popo-lo facilmente intendere questo linguaggio .Per additarli il riposo, e l’ozio, in cui stareb-be nel suo ritiro finché l’inondazione durasse,il che s’eslendeva quasi a tutto il tempo, cheil Sole passava sotto le figure del Leone, e del-la Vergine, ponevasi su Porlo de'terrazzi, odegli argini la figura della Sfinge, composta d’un viso di femmina, e d'un corpo di Leonecorcato ed ozioso. Cosa di grande importanzaera per gli Egizj conoscere il ricorso e la duratadel vento Etelìo, che ammucchiava i vaporiin Etiopia, e causava Pinondazione , soffiau-do verso il fine della Primavera dal Nord almezzodì. Tornava pure loro a conto di cono-scere il vento Meridionale, che ajutava lo sco-lo delle acque verso il Mediterraneo. Ma co-me s’aveva a dipignere il vento ? Elessero per-ciò la figura d’un uccello. (a) Lo sparaviere ,che distende le sue ali'guardandoli mezzodìper rinnovar le sue penne al ritorno de’caldiestivi, fu il simbolo del vento Etesio, che spi-ra dal Nord al Sud. Eia upupa uccello, cheB 4 viene
(a) Fin-tare. deIsid. &Osir.JobÌ 9 ‘ 29.