Tratteniménto IV. fyj
tegola princioaie dello studio che Sfacea delcielo , e fervendo ella tuttavia a render in sem-plice e schietto modo ragione dell’ordine de’giorni in ogni sorta di paese , dobbiam noi co-noscere di proposito il valore del servigio cheda essi n’ è provenuto . Però comincieremodalla struttura e dall’ uso della sfera armillare.
Si nomina sfera armillare 1 * accozzamento di La sferamolti ei beo li , posti scambievolmente in un armilla-modo molto atto ad imitare le differenti linee se -che sono state immaginate nel Cielo , per rap-presentare Tórme od il pastàggio degli astri,che in esso girano, ed i limiti precisi che termi-nano i loro corsi . Quanto noi vediamo nel cie-lo, cammina e si rivolge per noi, come se fos-se veduto camminare e rivolgersi in una sferaconcava. Un globo convesso, e che non li ve-de se non per di fuori, non essendo natural-mente atto a dipingerci questa concavità, fipensò di costruire una sfera con un vano inter-no, dove si potesse vedere tutti i punti chec’importa di conoscere, e non si compose ella d’altro che di questi punti mesti a’Joro capi qua elà, sopprimendone gli altri.
Ogni circolo, 0 grande o picciolo, fi divi-de in 360. parti che chiamanti gradi. Ogni gra-do si divide in 60. minuti ; il minuto in to. se-condi 3 ogni secondo in 60. terzi. Si continua xcosila suddivisione quanto si giudica necessa-rio o possibile. La divisione del cerchio in 360.gradi è stata preferita ad altre, in considerazio-ne dell’ avantaggio eh’ ella ha perle molte sud-divisioni ond’glla è capace, espresse con nu-meri rotondi, facili a disunire ed a raccoglie-re : 3Ó0, si dividono in due metà, ciascuna diE 2 180.