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pietra avesse un’anima. Platone, Aristotele,e Plinio hanno fatto parola della medesima at-trazione : ma ned essi, nè altri sino ali’unde-cimo, od anche fin al principio del duodecimosecolo, conosciuto hanno , che la calamità so-spesa, o nuotante sul’acqua per mezzo d’unso vero, volti sempre uno de’suoi lati, e sem-pre il lato stello verso il Nord. Quegli eziandioche fece tale osservazione, non andò più in.nanzi, e non comprese l’importanza, nè susodella ammirabile scoperta.
Conosciute queste due proprietà di tirare ilferro, e di guardare il Nord, alcuni Curiosireiterarono le sperienze, e facendo nuotare inun vaso pieno d’acqua un pezzo diserro, eduna calamità sostenuti dal sughero,per lasciarlioperare senza ostacolo l’un verso l’altro, os-servarono che quando il pezzo di serro era sta-to fregato nella calamità, questo serro mede-simo aveva pure la virtù di voltarsi verso ilNord, e di tirare, come la calamità, aghi ersmenti di serro. Di esperienza in esperienzavennero sino a mettere un ago calanutato so-pra due bricioli di paglia posti su l’acqua, e adosservare che quesl’ago voltava invariabilmen-te la sua punta verso il Nord. 8'incammina-vano cosi alla grande scoperta ; ma sin qui ciòche chiamasi la Bussola, non era trovato an-cora.
Il primo uso che i Curiosi fecero di questascoperta, fu d’ingannareisemplici con delleapparenze di magia. Per esempio, un piccolocigno di smalto incavato, nuotando per questomezzo sopra l’acqua d’un vase, e portandocol suo rostro una lucertola, o un serpentello
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