142 La Bussola.
non giungevano le nostre investigazioni.Ognu-no finalmente si stancò delle inutili e infecon-de dispute , e s'infastidì delle opinioni, smen-tite come false dalla giornaliera esperienza edall’ ispezione della natura. A poco a poco hangli uomini abbracciata la savia pratica di cer-care la verità, non nel raziocinio o nell 4 auto-rità d’un Filosofo, ma nel!’ esperienza, e coll'a juto della mano o degli occhi. Lo studio delleproduzioni della natura , e degli ùsi che fi pos-sono fare di esse, la qual fatica era una voltacreduta una perdita di tempo, o una occupa-zione d’artigiani, è oggidì la sola filosofia, chestimisi di qualche pregio, Un Principe , unSignore, tra noi, e presso a* nostri vicini, mo-verebbe pietà e riso, se parlasse d.e‘gradi me-tafisici; ma si reca ad onore di avere un arma-dio di semplici, e di droghe esotiche : e quan-to più ne possedè e nella varietà e nella molti-plicità, tanto più h mostra perito , ed eserci-tato negli affari umani, e buon conoscitoredelle fatiche della società, al governo dellaquale egli è chiamato,
La cura che si prendono oggidì i buoni mae-stri di purgare la Filosofia dalie quistioni frivo-le, di servirsi della Geometria, e delle Mec-caniche con quella estensione che basta, affi-ne di tutto ridurre ali' esperienza, ed a i biso-gni della vita, dee farci lodare il costume in-trodotto di confidar loro per il corso di due an-ni la gioventù destinata ad occupare le Dignitàdella Chiesa e della Repubblica. Ma si rende-rebbe i’opera loro incomparabilmente più uti-le, se a fine di perfezionarli anch' essi nel lormagistero, la loro scuola ( almeno nelle Città
gran-