V inveii'zionedellaMacchi-na Pneu-matica.
soo Îl Microscopi!).
libera verso il Nord , e ne’ luoghi inaccessibilial Sole, alle grandi riflessioni della luce, ed alcalore de’focolari. 11 Nord è la plaga altresìpiù favorevole per il Barometro.
- Evvi un’altra macchina destinata a dimostra-re le molle dell’aria, ed a farci conoscere lecorrelazioni di quest’elemento con ogni cosache respira oche vegeta ; o direm meglio , contutte le parti della Fisica. Imperciocché v’èegli forse sopra la terra alcuna cosa , ove l’arianon entri e non faccia sentire la sua azione ?Qual è quell’elemento, a cui ella non si unisca ?Quest’ ammirabile istrumento che si chiama laMacchina Pneumatica,ov vero la Macchina delVuoto, fu inventato in Germania verso il 17 .se-colo da Ottone di Guerrik, Console di Madde-burgo , e fu perfezionato in Inghilterra dalCavaliere Roberto Boyle della Società Reale.
Sopra un sostegno o piede di forma a piace-re , è posta orizontalmente una lamina o plac-ca di stagno o di rame, forata nel mezzo, guer-nita d'una pelle caprina o di montone, e de-stinata a sostenere una beretta di cristallo, oaltro simile recipiente che fi giudichi opportu-no da fopraporvi. Sotto la lamina è un corpodi tromba j nel quale si riceve l’aria del reci-piente abbassando lo stantuffo. Girato il turac-ciolo e serrando puntualmente l’apertura delcanale per cui comunica la tromba col reci-piente , lasciasi scappar l’aria al di fuori permezzo d’ una doccia fatta lateralmente allachiave. Quando lo stantuffo è alzato e Pariadissipata , s’apre di «uovo il canale, e con rei-terati calcamenti dello stantuffo si astrae,quan-to è possibile, Paria del recipiente, il quale per