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Tomo ottavo.
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224 Fisica (Sistematica;

scolato col solfo e con tutte le droghe immagi-nabili sammasserà incinabbro, o sotto qual-che altra forma. Scomparirà, ma non farà maidistratto, cangiato. In coteste nuove formeegli è sempre beli' e intero, sempre lislesso, edil fuoco ve lo renderà cale, quale lavete avutoda principio. Così è demetalli. Tormentateli,date loro qual moto,quale alterazione che maicrediate di poter immaginare, col fuoco, colleacque forti,o con altre dissoluzioni: la loro na-tura non farà mutata meno per un istante.Se si da rodere una foglia di ferro aliacquaforte, che ha già disciolto una certa quantità dargento, ella non può sostenere tuttin una vol-ta le particelle dambedue i metalli: però vi re-stituisce beli'e intero largento nel fondo delvaso,mentre si credeva falsamente, chegli fos-se trasmutato in liquore. Vera solamente asco-so, e saggi ra va sui palloncini del liquido,mer- la divisione delle parti metalliche : ma cote-ste particelle sono in picciolo quello eheranoin massa grande. Il minio, con cui si sanno rossele paste da sigillo, è fatto col piombo. Il metal-lo non fi lascia piò vedere; un lo crederla di-strutto o convertito in altra natura. Ma in ve-rità non è se non più e più diviso : le sue parti-celle non soffrono cambiamento, e se presente-rete la pasta alla fiamma dun torchietto, rac-cogliendo le ceneri sopra una carta, vi vedretetutte le particelle del piombo fuse, raggomito-late a piccoli rivi, e formanti, dacché fon raf-freddate , diversi ramiceli! lucenti facili a dici*ferare per quel che sono, anche senza micro-scopio. Loro ed i metalli che si estraggonodalle materie, nelle quali non si vedeva niente