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tanto in concorso la libertà naturale clic resta all’uomo,e il diritto di restringerla che l’uomo stesso ha rico-nosciuto nella società. La società può solo frenarlaquanto è necessario al ben pubblico, l’uomo può soloesercitarla quanto non è in contraddizione con quel-lo». Dunque se è incontrastabile che alla società ap-partiene tutto ciò che riguarda la pubblica istruzione,ne viene di conseguenza che sono soggetti alla pubbli-ca vigilanza anche i libri, perchè una legislazione hadiritto d’impedire che venga insegnato ì’ errore o ilvizio ai membri della società con un libro malvagio,c sia per tal guisa disonorata e depravata l’istcssa so-cietà —.
Ma V uomo, così altri soggiungono , e libero adire ciò che pensa. No certamente. — Ciascun uomoriguardato anche soltanto rispetto alla legge civile nonè libero in pubblico di fare tutto ciò che vuole. Imperònon è libero a dire in pubblico tutto ciò clic pensa. Lasocietà che può togliergli tanto di libertà nelle azioni,quanto è necessario alla comune felicità, può mettereun freno alla seduzione della parola, e del sofisma,cd impedire il pervertimento dei membri della so-cietà —.
La società, ripigliano altri ancora , ci castighi seavremo abusato della parola. Neppure. — La so-cietà vuole impedirne l’abuso, e nella il diritto, cd ildovere, perchè vuole, e deve volere, che sia rispar-miata la pena. La legislazione perfetta e degna d uo-mini ragionevoli e sommi è quella che impedisce idelitti, non quella che li castiga senza prevenirli....Se aspetta il delitto per castigarlo è una legislazioneimbecille, o a meglio dire una legislazione feroce esanguinaria —.
II. » I diritti dell’ autorità legislativa sulle opi-» nioni e sui libri non sono in contraddizione, ma in» difesa dei diritti degli individui».
E verità inconcussa, che appartiene alla sovranaautorità del corpo sociale, e non già alla privata opi-nione il giudizio di quello, che può essere vantaggioso,