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Tomo VI.
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Costantino e dc’suoi figli clic tenevansi continuamenteraccomandati per lettere alle fervide preghiere delmonaco Antonio ch’era già salito in gran fama disantità. Egli è per questo che Guglielmo il conqui-statore, il più gran principe del suo secolo, come ri-ferisce l’ab. Beraull-Bercastel, morendo faceva a’suoifigli queste parole. » Dopo che io son duca sono stati» fabbricali diciassette monasteri di uomini, e sei di» vergini, nei quali il Signore è servito con cdifica-» /.ione. Cotesti monasteri sono le più sicure for-» tezze della Normandia; e difendendovi essi contro» gli assalti dell’ inferno, sia parimente vostra cara iln metterli in salvo dall’empietà». E dopo sì evidentivantaggi si ripiglierà ancora d’odio, d’infingardaggi-ne, d’inerzia la vita contemplativa, la meditazionedelle verità eterne, il salmeggiare ed orare, cui dannoopera assidua i religiosi?... Bisogna pur confessarloa scorno dell’empietà filosofica. Non è l’amore delben pubblico, ma l’odio acerrimo che si nutre versodegli innocenti regolari il motivo di tante declama-zioni. Tutto che eglino fanno, tutto in loro vienimputato a delitto. Se sono ricchi, si grida che la

I irofessione li condanna, e che bisogna disertarli de’icni; se poveri, aggravano lo stato; se austeri, sononemici della società; se attivi, travagliano a dannoaltrui; se orano, sono neghittosi. Poveri religiosi! Checosa vuoisi per accontentare i loro nemici? Annientarli.Ma D io noi permetterà mai. I principi ed i popoli sor-geranno sempre a loro difesa contro questa gentesovvertitrice, che vorrebbe distruggerli. Troppo grandisono i beni che la società per essi fruisce.

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Articolo XVII.

Delle Monache.

Anche le monache sono fatte segno all’odio dei ';amoderni filantropi, che riguardandole come vittimesventurate, sotto il manto della carità vorrebbero le- dio.