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Tomo VI.
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Abticolo XI.

Della orìgine de' regolari.

i^t-d onore della religione divina, ed a vantaggiodella società per un 1 ammirabile disposizione di Diorisplendettero ben anche fra le ombre figurative della-natura, c della legge personaggi illustri per la lorofede e santità, viventi fra loro insieme uniti e con-sacrati ad un tenor di vita singolarmente esatto, eregolare. Enos, così sta scritto nella Genesi, prin-cipiò ad invocare il nome del Signore (c. 4. 26.).Egli incominciò, così commentano Cornelio a Lapide,e moiis/ Marliui, ad istituire molti de’riti e delleceremonie del pubblico cullo da rendersi al Signore.Non fu desso l’inventore della religione, la qualenacque coll’uomo, ma di certe maniere di soddisfareai doveri della religione rie’sacrificj, nelle obblazioni,e nelle altre parti dell’esercizio pubblico della me-desima religione. Da lui ebbero incominciamenlo leradunanze degli uomini nella chiesa per le pubblichepreghiere, concioni ed istruzioni. Tommaso Waldcseperò ed il card. Bellarmino con altri autori opinanodietro a gravi argomenti, che Enos sia stato l’istitu-tore di qualche cullo peculiare e più sublime di quelloche veniva comunemente osservato 5 mentre prima diEnos Iddio fu invocato da Adamo, Abele, e Set. Ilperche Enos, così eglino deducono, ha istituito quasiil preludio, ed il principio della vita monastica ereligiosa (TVald . lib. 3. doct. fidei art. I. c. I. —Sellar ni. de mon. I. 2 . c. 5.J.

7 b

Preludio eprincipio del-la vita mo-nastica nellalegge di na-tura.