Band 
Tomo VI.
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Delle Sorel-le di s. Giti-teppe,

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questi dolci nomi mandavano verso il ciclo l’ultimoloro respiro. Perì questo primo drappello di verginisotto la falce del rio morbo, e l’annunzio di loromorte eccitò nuova gara in altre consorelle: un’altrodrappello spinto dall’ ardore della celeste carità ac-corse intrepido nel medesimo luogo, ed in mezzo allestragi la via si aperse a’ letti degli ammalali per pro-digalizzare loro le medesime cure. La morte avvivòil coraggio di queste vergini pietose, e nella mortevidero le palme d’ un nuovo martirio. Portenti am-mirandi di carità che soltanto può essere accesa dallareligione di Dio !

I vantaggi operati da queste suore pel bene dellareligione e de’ popoli vennero apprezzati anche dallanostra Italia. A qui tacer delle altre provincia ilPiemonte si pregiò di possederne alcune case; edun’altra fu pure aperta in Locamo nel Cantone delTicino dietro ad una deliberazione del Gran Con-siglio sancita nel 23 febbrajo 1832, clic encomiò al-tamente il benefico istituto e lo onorò del suo pa-trocinio.

In questo secolo medesimo prese pure incrementol’istituto delle Sorelle di s. Giuseppe. Quale confortorecò desso alla religione! Quale ajuto e provvedi-mento alla umanità! Come racconsolanti sono le loromaniere di ammaestrare le giovinette nella pietà cnel lavoro! Ne’loro insegnamenti elleno sanno uniremirabilmente lettere e religione, profana erudizione ecristiana dottrina, lavori donneschi e precetti morali,con cui esse vanno formando nelle nuove alunne delleutili cittadine, e delle cristiane esemplari.

Le sorelle di s. Giuseppe divampanti di quellararità, clic è prima figlia di Dio, accorrono pur an-che impavide in certi paesi al soccorso dell’ egraumanità. Nel di lei esercizio destarono persiti lo stu-pore sulle coste barbariche dell’ Africa. Esse vennerochiamate dall’amministrazione dell’ospitale che si èinstituito in Algeri. Alcuni membri del Consiglio mu-nicipale di quella città erausi opposti a questo prò-