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cazione? Ivi le giovinette sono educate ne’lavori fem-minili^ ivi apprendono la pulitezza e l’urbanità; ivivengono istrutte in tutto che è conveniente al lorostalo: e una tale educazione potrà dirsi inutile? Iviancora sono instillati i puri principi della vera reli-gione, fondamento del domestico c nazionale costume.Ivi il pudore e la verecondia, l’ornamento del lorosesso, e tutte le altre virtù e colla parola, e collaforza maggiore dell’esempio si rendono care e pre-ziose. E una tale educazione si dirà superstiziosa?Ma non sia meraviglia. Quegli che ardiscono rappre-sentarcela a sì tristi note sono uomini che giuraronodi far guerra alla religione con vocabolo convenzio-nale chiamandola fanatismo e superstizione. » Diconofinalmente i nostri filosofi, così il dotto Bergier, cheniente vale l’educazione delle fanciulle nei conventi.Noi affermiamo, soggiunge egli sensatamente, che èpreferibile quasi a tutte le educazioni domestiche. Lacorruttela dei costumi pubblici, il lusso, la mollez-za, la vita dissipata delle madri, i pericoli per partedei domestici, l’ignoranza dei padri che non ebberoeducazione, la folle tenerezza, ec. sono sempre osta-coli invincibili ad una buona educazione. In generalegiova che i fanciulli abbiano un nutrimento semplice efrugale,., molo (opportuno), divertimento, allegrez-za, che sieno sempre in una perfetta uguaglianza conquelli della loro età, che si riprendano, e corregganoa vicenda ec., e ciò può essere molto più necessarioper le zitelle che pei fanciulli » ( Diz. enciclcp.t. xir. art. » Religiosa» ,J.
FINE DEL TOMO SESTO.
Tonni celli. Voi.. VI.
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