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Che di voiubi! Rota ,
Qvando à funesti suoi giri sì scioglie,E eoa Paure sovverte ogni riparo -,
Non può Virtude immota
poporsi à ciò , che l'impeto discioglie,
E à prò di lei l’Eumcnidi slegato .
Da ciò tutt' ora imparo ;
Chele porta Cillenio alato il dorso,Tal Saturno di gelo è telo al corso .
Qvefte del merto mio
Sono tutt’ or le risonanze, e'l grido ^
E ne tesori altrui son fatto vn’irojQvindi insipida ClioTalhor m’uguaglia al regnator d’AhidoOnde {eco talhor fremo, e m'adiro jSpesso tra me sol piro ,
Che dell'Aohie Dee la melodiaAU« grida recai posposta sia.
Cori da pesi astretto
Trarmi non posto il oubiloso velo J>: Che l’occhio appanna al vagheggiar delE se a te , ò mio diletto , Sole,
farmi hora piace intLetterario CieloDi sudata Virtà seconda prole ;
La gloria è tua, che suole
Febo ancor egli à tenebroso nembo
Scuoter gli orrori, k indorarli il lembo
Ned'