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La biblioteca Aprosiana : passatempo autunnale di Cornelio Aspasio Antivigilmi tra Vagabondi di Tabbia detto l'Aggirato
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XXUJ

Che di voiubi! Rota ,

Qvando à funesti suoi giri scioglie,E eoa Paure sovverte ogni riparo -,

Non può Virtude immota

poporsi à ciò , che l'impeto discioglie,

E à prò di lei lEumcnidi slegato .

Da ciò tutt' ora imparo ;

Chele porta Cillenio alato il dorso,Tal Saturno di gelo è telo al corso .

Qvefte del merto mio

Sono tutt or le risonanze, e'l grido ^

E ne tesori altrui son fatto vnirojQvindi insipida ClioTalhor muguaglia al regnator dAhidoOnde {eco talhor fremo, e m'adiro jSpesso tra me sol piro ,

Che dell'Aohie Dee la melodiaAU« grida recai posposta sia.

Cori da pesi astretto

Trarmi non posto il oubiloso velo J>: Che locchio appanna al vagheggiar delE se a te , ò mio diletto , Sole,

farmi hora piace intLetterario CieloDi sudata Virtà seconda prole ;

La gloria è tua, che suole

Febo ancor egli à tenebroso nembo

Scuoter gli orrori, k indorarli il lembo

Ned'