xxir
Ned.’io penso, che sempre’
Debba la Sorte incanutir la chioma,
Che sempre a’ danni miei cieca s’aggiri'iEe.più stabili tempieDel feroce Vulcano il Tempo doma ,Ne si ferman nel moto i sommi giri tCon simili desin
Terminateà mio prò spero le pene,
E veder raggirarsi vn di le Scene.
Se ciò sia ver, di quali
Voci canore armonizar la CétraTarei del Mondo a’ posteri successi |
Le memorie immorsaliDe' spenti Eroi ritrombarei sù J’Ecra ;Irrigarci co’ miei sudori espressi3 Papiri più spessi, '
Ed in Pace, & in guerra à chi no ’l videMusict Armiti additarci Dmidt. .-v '
Di speranze si belle
Pur io temo,che il verde or no fi sfrondo^Se nemico Aqvilon m’aduggia il verno;E di nemiche Stelle óVn maligno ali Jor troppo confonde ,
31 sereno dell Alma, e ben discerno >Agitar nel mio interno fi
Torbide nubi di confuso duolo ,
Che tarpa i vanni, e mi rattiene il volo »
Io