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La biblioteca Aprosiana : passatempo autunnale di Cornelio Aspasio Antivigilmi tra Vagabondi di Tabbia detto l'Aggirato
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Io de tuoi pregi, ò caro

Non invidio le glorie, e di vedertiSu l’auge dcll’Honor solo desio ,

Mi del mio Fato avaro

Danni preveggo à gl' infortuni aperti.

Sciolta non và da vaticin j Cito.

Dunque non sia ver eh’ io

Di que’ lumi sublimi, â cui mi traggi

Dilìger mai possa à vagheggiare 1 raggi.

E se ne’miei sudori

Qualche ombra di Virtù parti vedere ,Riflesso è pur dell’Alma tua gentile ,

Se come Febo indoriL’ombre à fuscelli, e da gli error piacere• Sa far che nasca il tuo benigno stileChiaro da Barro a TileJ,

Mercé tua man,che qual di Mida in OroSà convertire ogni più vil lauoro.

Or qual di ricompensa

Dar ti posso,od jfmirt ugnai mercede,Che al tuo merto s’uguagli,al mio desi*Quanto ogo’hora ripensa (re?

La mente à ceco vnirsi in degna fedePiù s’arretra, ne più sà proseguire.Tanto sù LappanteL’aurca luce del giorno in OrizonteOgni stella volgar 5, che tramonte.

b D’ogni