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La biblioteca Aprosiana : passatempo autunnale di Cornelio Aspasio Antivigilmi tra Vagabondi di Tabbia detto l'Aggirato
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APRO.SIANA; 47}

„ li mia secuitù , se non la vedrò bonorata,, da qualche comando. Di ciò prego conj.Jtutto’J cuore V. P. mentre le bacio cara-,, mente le mani » Napoli ] . di Lng. ISSO.

Di V. P. M. R.

,, Doppo scritto ho saputo dal mio Sig.„ Vincenzo , che desidera miliare a V. P„vn volume delle mie Poesie. Io ancor-aché tema di non amareggiare il palato,,del (no ingegno, pure non hò potuto„ non secondare il voler dell’Amico.Com-„ patirà V P.non solo i difètti dell’Autore,,, ma anche gl’insinici della stampa, a'quali„ per la mia allenta da Napoli, non hò po*j.tuto dar rimedio.E di nuouo la riucrisco .

Affcttionatiss. ed Obblig. Seni.

D. Antonio Muse etto! tt .

In ottima costellatione contrasse amres-tia con questo Caualiere veramente gene»rosissimo, per hauet egli fatti molti bene-fìci fa H.«4prr>yÎ4»a per li quali hà ritenutonotabile accrescimento da libri in più fiatemandati, honoratala anche del proprio ri-tratto. mandato da edo con l'accompagna»mento del seguente Sonetto, quale leggesistampato nella P. 11 . a pag. a».

Q Velin oue csprt/ìc io fon, lino spirante ,Qual tributo A’ amen ecco t’tnuio ,

A .VG hI,ICO pentii, ohe ben deggio io, ^

Se già ti diedi il sor, darti il sembianti*Dei tuo nobil Museo frà tante, e tante

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