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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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ne Ire mani chetti I K 1) E ed M N, la grandezza delquale misura il massimo allargamento del doppio sof-fietto. Con una spina b si ferma lo stesso arco nel puntoche corrisponde alla sua metà col manico frapposto aglialtri due. Ora con altre due spine che possono mettersialle estremità del medesimo arco, ovvero più vicine dunaterza parte, o della metà deglintervalli a b,b c, cioè,per esempio, in 7'ed s, si rende la capacità dedue soffiettia volontà maggiore o minore. Lesperienza mi ha mo-strato quanto possa essere utile questo semplice mecca-nismo. massime allorché si avessero a richiamare invitacolla respirazione artificiale bambini appena nati. Di cin-que conigli da me annegati per far prova del mio man-tice respiratorio, uno solo non potei richiamarlo in vita:ma con fondamento dovetti supporre essere stati inutiliper questi i miei tentativi, che con felice risullamentoaveva sperimentato cogli altri, per avere spinto troppaquantità daria e con troppa forza nel suo tenero polmo-ne. Fatta dal mio collega il professore Jacopi la sezione,trovammo quel viscere trasudante sangue in più luoghi:la qual cosa mai non discoprimmo in altri piccioli coniglimorti annegati, e da noi anatomizzati.

g.° Per questo motivo io sono davviso, c meco il sonomolti fisici, che in queste esperienze sia migliore partitolintrodurre il cannello V X nelle narici dellasfittico,che nella glottide, almeno ogni qual volta laria perquella via non incontri difficoltà a discendere nella tra-chea. Quandanche laria fosse spinta troppo fortementeper le narici, o in quantità maggiore del bisogno, po-tendosi spargere in parte nelle cavità della bocca , edellesofago, e circolando necanali turbinati, perde-rebbe gran parte della sua forza, e difficilmente potrebbeferire il polmone. A questo stesso fine, alquanto conico