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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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nisterio ilei corpo per eseguire le sue operazioni; se, co-munque, vengasi a guastar lo stromento, non può piùlartefice compier quanto desidera. Noi dunque non dob-biamo guardar la sanità a solo oggetto di goder delle gio-condità della vita; ma a quello specialmente di prepa-rare lo ingegno alla ricerca del vero, e di rendere piùdocile la volontà. Questa e non altra era la meta cui Pi-tagora, quel sommo filosofo, tendea, quando adiscepolisuoi, con severità forse troppa, e la natura e la quantitàdel cibo assegnava. Esplorati gl ingegni, e con opportunacoltura del corpo disposti a coltivare le scienze, questetutte la medicina già a le associa. Collastronomia frale stelle passeggia, e linflusso loro sucorpi umani neigiusti confini circoscrive; colla meteorologia le vicissitu-dini dellaere mercè stromenti predice, e infrena le fol-gori; colla storia naturale disamina la sagacità degli ani-mali, le virtù delle piante, le proprietà deminerali; con-templa colla fisica la reciproca azione delle masse; collachimica dispiega le scomposizioni e le combinazioni chedal vario grado di affinità vengono prodotte. La medi*cina è pur quella che, le facoltà degli animi più addentroinvestigando, e lorigine ed il legame delle morali ten-denze determinando, insegna alloratore come convincerpossa le menti, come commuovere i cuori; essa, la me-dicina, infiamma la fantasia del poeta e tragge dal plet-tro armonioso concento.

Ma e la gagliardia decorpi, e la coltura degli ingegnidebbono tendere a farci seguir la virtù. Questa vita dicui godiamo, ci è data perchè ci attenghiamo allone-sto, e con preclare geste ci rendiamo, per quanto le forzenostre il consentono, utili anostri concittadini. Tolgasivia la virtù, e i doni della natura quanto sono in mag-gior numero e più grandi, tanto più sono perniciosi. Maanche qui la nostra scienza merita somma lode.