Fondamento di ogni virtù è la religione: ma sincera re-ligione quella c’ispira. L’esistenza, la possanza, la beni-gnità del sovrano Creatore viene più luminosamente di-mostrata dalle cose create, che non dalle più profonde me-ditazioni de’ fdosofi. Pascal scrisse che chi, guardando suin cielo, ed osservando le moltiplici dovizie della terra, nie-ga l’esistenza di un Dio, non può più essere convinto daalcuna forza di raziocinio. Ma noi nella struttura del corpoumano, nelle esimie facoltà di cui è l’uomo dotato, vediamoIddio Ottimo Massimo; l’ammiriamo; l’adoriamo. E chehavvi mai che cotanto appalesi gli eccelsi attributi delladivinità come l’uomo ? Solo 1’ uomo con quel lumedi ragione che lo irraggia, al folgorante eterno trono os-sequioso si appressa. Quelli impertanto che per ufficioloro contemplano la nobiltà di sì sublime fattura, no chenon possono negare l’autore di quella; scorgendo anzi laspeciale bontà di lui verso dell’uomo, ne celebrano più ar-dentemente con grato animo le glorie. Che se nulla menosienvi di cotali che, per suffocare, se mai fia possibile,gli orribili latramenti della coscienza che li condanna,nieghino esservi un Dio, sorge su già coraggiosa la me-dicina, l’armi impugna, vendica con tutto l’ardore la re-ligione. La teologia, di quel santo empito ammirata, lachiama in soccorso, e concepisce di lei espettazioni bengrandi. Teodoreto frequentò le nostre scuole, consultògli oracoli nostri: credette non altramente potersi megliodimostrare, lodare, venerare Iddio, che mercè della ac-curata contemplazione dell’uomo. A’tempi nostri Gerdil,quello strenuo vindice della religione, non poco ajutoebbe da’nostri, onde l’empietà pienamente atterrare.
Nobilissima immagine della divinità è l’anima nostra.La nostra scienza le funzioni dell’ intendimento svolgendo,niega potersi quelle ridurre a grossolano materialismo.
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