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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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da cogli occhi divorando, con accaniti animi se la con-tendono. Le Muse,i sanguinosi ludi di Marte abborrendo,atteggiate di squallore, co crini scapigliati si fuggono.Lignoranza, la barbarie, il fanatismo, menando incompo-sti tripudii, scorrono qua e per la misera Europa. Mae dove mai, dove, le Dee troveranno qualche refugio?Lieta, esultante le accoglie lArabia. Chi mai serberà loroil debito culto? 1 medici.

I caliti, altamente persuasi che per le scienze principal-mente fioriscono gllmperii, posero ogni studio a promuo-verle. Nellottavo secolo Almansorre fondò laccademia,ed il collegio demedici: ma tosto conobbe come la no-stra scienza,non per ispeciose disputazioni, ma per mezzodella osservazione e dellesperienza può essere a più su-blime grado innalzata: epperciò fu il primo a fondareospedali. Già atempi più antichi gli ammalati esponevansinei quadrivii, sulle piazze, nei templi, onde chi per queiluoghi passava, osservasse diligentemente i sintomi, e queimedicamenti suggerisse che sembrassero opportuni. Mai principi degli Arabi furono i primi ad aprire ospedali,ove e dotti medici si eleggessero, e con esattezza si pre-parassero i rimedii, e glinfermi fossero saviamente go-vernati. Se dunque la medicina a quetempi fece non po-chi progressi, si dee acalifi: dobbiamo saper buon gradoai medici, se le scienze non affatto perirono. I califi chesuccedettero, pigliando per modello Almansorre, singo-larmente favorirono e le scienze e i medici, che con tuttele forze le coltivavano.

Nel decimoterzo secolo Mostanserre accrebbe lacca-demia ed il collegio dei medici. Raschidde anchesso fudi noi benemerito. Ma sopra tutti si distinse Almamone.Perchè la scienza medica progressi faccia, mollissimo gio-va lerudizione. Imperciocché le osservazioni, prese separa-