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maturità esaminando, immaginò egli la sua teoria delllogisto. Già molto prima Hooke aveva ispirati alcunidubbii sulla composizione dell’aria; avea già date alcunedilucidazioni Mayow: ma non essendo quella dottrinacompresa, venne tostamente dimenticata. Stalli, di tuttiil primo, propose un siffatto sistema che dovea per un se-colo e più essere di norma a tutti i chimici. Stabi, noiniego, s’ingannò in quello che dettò del flogisto: andòpure errato in quelle dottrine che ci diede pertinenti al-l’economia della vita. Ma gli errori di lui sono ingegnosi,e furono fecondi di preziose verità.
Intorno a quel tempo Boerhaave pretendeva al pri-mato fra gli eruditi. E che egli non tentò nelle scienze?Che tentò, e non conseguì? Fu oratore, filosofo, teologo,matematico, botanico, chimico, medico; e in ogni disci-plina fu sommo. Leyden, dove egli dettava dottissimedissertazioni sulle varie parti della medicina, sembravauna novella Atene. Là recavansi in folla tutti coloro cheardeano dell’onesta passione della gloria. Stalli e Boer-haave contendevansi tra loro la palma: amendue furonoprestantissimi giudicati: vennero due palme distribuite:a ciascuno la sua. L’ingegno del primo era per avventurapiù profondo: più vivace quello dell’altro.
Se non che i medici d’allora non procacciavano sol-tanto di crescere la propria scienza, ma le altre disci-pline ad un tempo con tutta caldezza promuoveano. Bel-lini, Borelli, Hoffman, Sauvages, nelle matematiche, nellachimica, Willis e Du-Bois furono chiari: molti per tersostile ebbero rinomanza.
Fra i discepoli di Boerhaave si segnalò particolarmenteHaller, il quale, fermo in pensier suo di camminar sulletraccie del maestro, si porse felicissimo emolo di lui, enon di rado sembrò pure avanzarlo. Egli, come l’ìppo-