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alle letture da farsi, alle speranze da tentarsi, alle osser-vazioni da instituirsi, procedono assai lentamente.
Una cosa che non s’inculcherà mai abbastanza aglistudiosi si è l’andar pigliando forze appoco appoco, e nonconsumare con improvvido empito quelle che si hanno.E meglio camminare in pria con minor celerità per arri-vare più presto alla meta. Una buona filosofia è incredi-bile a dire quanto agevoli lo studio delle sussecutive di-scipline. Senza un’accurata cognizione della logica, dellageometria e delle scienze naturali, non si può in verunmodo progredire nella medicina. L’erudizione pertinentealle leggi è di tutta necessità a chi vuole intraprenderela giurisprudenza.
Quello che induce molti a consecrarsi alle scienze e adaccelerare i loro studii si è una smania di sentirsi salutarecol fastoso nome di dottore. Quante volte un anno di piùnel corso potrebbe compire l’educazione scientifica o rad-drizzare la storta che s’ebbe: eppure per conseguire pre-sto la laurea si guasta tutta l’opera.
Dopo d’avere svelati i difetti dell’Università, ragionvuole che ne additiamo i rimedii. Non pretendiamo allaperfezione nelle cose umane, cerchiamo solo di evitare ilpiù che si può degl’ inconvenienti.
I professori siano preparati e riconosciuti con lunghiesperimenti. Sieno obbligati a curare il progresso deglialunni coll’adattarsi alla capacità dei mediocri clic sonoi più. I migliori sostiano ed ajutino i deboli loro compa-gni a continuare la via.
I governi hanno mille mezzi di eccitare i professori anon intiepidire giammai nell’ufiìcio loro: nè io debboqui enumerarli. Si proponga a’professori la norma dellelezioni, onde tutti cospirino in uno. Non si pretende conquesto di togliere la libertà del pensare: ma nelle Univer-