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Polizia medica / di Lorenzo Martini
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conibe ad un suddito, ad un padre di famiglia: soffer-minsi coloro che non potrebbero mai acquistarsi no-minanza, servire utilmente al loro governo.

Gian Pietro Frank nel suo sistema di polizia medicaaltamente condanna lusanza di dare ciascun anno un de-terminato numero di gradi. Non conviene guardare al nu-mero di dottori che si creano, ma bensì a quello dei dottiche si hanno.

Non si dovrebbe solamente pensare a premiare linge-gno. Lavere un ingegno svegliato è anzi dono di naturache virtù. E perchè non riconoscere lopera del cuore, lacupidità dimparare, e lesercizio della virtù? Per cono-scere il vero merito, vi sono due mezzi. Luno si è di con-sultare separatamente tutti i professori: non è credibileche tutti si lascino vincere dallindulgenza, o dalla seve-rità. Un altro mezzo forse più sicuro si è il suffragio deicondiscepoli. Udii già dire che un vescovo dÀsti facevaaggiudicare il premio della condotta morale da giovanichierici, e che non venne mai commessa ingiustizia.

Quantunque si supponga una buona educazione nellapuerizia e nelladolescenza, tuttavia egli è facile che lagioventù si lasci attrarre dal piacere : epperciò diasi operaad evitare tutte le occasioni che potrebbero divolgere daglistudii. Impedire tutte le cagioni di dissipamento è impos-sibile. Ma perchè non si possono evitar tutti i mali, nonvolerne evitare veruno è troppo patente assurdità.

III.

Delle Accademie.

Le Università sono destinate a gittare nelle menti te-nerelle i primi semi delle gravi discipline. Lo scopo delleMartibi, Polizia Medica 34