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li, non fi può in verun conto sperare in effî sala-.tevole ammenda; ma baldanzosi sempre e superbidi avere in pugno la Chiave delle loro fortunesprezzeranno ogni riforma , e si rideranno, di tut-ti gii altri sforzi, che vengano adoperati , e fatticontro di loro. Coraggio per tanto o sovrani Pa-stori delle Chiese; Questo è il tempo opportuno »e questa è la stagione felice di adempiere con pro-spero successo a un vostro pressantissimo dovere :non ve la lasciate di grazia fuggire di mano tinafi favorevole congiuntura . Troppo monta , ed im-porta troppo che Voi avvaloriate con una si santadeliberazione il disinganno , che di giorno ingiorno và dilatandosi nel Cattolico mondo, e chetanto vi è voluto per introdurlo finalmente tra’Fe-deli, Non bisogna più tardare; ogni indugio, chesi frapponga, finito al forte impegno de’Gesuiti disostenersi, e di ripararsi da questo troppo temutocolpo, può fare estinguere del tutto, o raffreddaredi molto quel zelo, che si c acceso ne’Cristiani,il quale se avviene, che si smorti, o vada sensi-bilmente perdendosi, non riesce poi così facile diinsinuarglielo di nuovo, e farvelo trionfare. Eccoche da una parte Voi avete l’esempio che ve nehanno fiato il desùnto , ed il presente Eminentif*fimi Patriarchi di Lisbona, PArcivescovo di An-tiochia, ed alcuni altri Prelati della Francia , iquali vi hanno appianato il sentiero ; e dall' altranon potete non ravvisare ne vostri Sudditi unapronta disposizione in ubbidirvi, anzi un nobileardere, e un vivo desiderio, che sia da Voi ungenerale interdetto di predicare, e confessar? -VGesuiti intimato.
Che se allontanato ancor pér poco lo sguardodai comuni voti fermare poi lo voleste in ciò ,che il vostro privato interesse esige, e richede, oh
qual