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fuasi di non poter vincere colie buone la costan-za del Prelato, nè abusare in favore de i loro er-rori, della dilezione , che esso Prelato pure gliportava renerilììma , stargli rimpetto con fronte al»cera, ed ora con minaccie segrete, ora con caba-le e raggiri, quando con supposte calunnie, quan-do con aperte violenze macchiare il di lui nome,e in evidente pericolo mettere la preziosa di Lui vita.
Questo ed altro più, che voi o zelanti Pastoriinorridirete a leggere, è quel tutto, che i Gesui-ti ardirono di fare per vendicarsi di un Prelato ,che troppo più aveva a cuore il vantaggio veto e_ sodo della cara sua Diocesi da Dio affidatagli, diquello che reputasse la stima e l’amore della Com-pagnia verso la sagra sua Persona ; di cui tutto ilpensiero lasciatone in mano della Provvidenza, di-vina , cura soltanto prendevasi con dotte Pastora-li , e fervide Instruzioni ripurgare le macchie , ele invecchiate rughe distruggere della desolata suaSposa, alla quale se non gli riuscì di donare erendere nello spazio di 1 8. Anni di Governo, ilprimitivo suo lustro e decoro, colpa non fu suacertamente, ma di quella violenta immatura mor-te , che lo rapì sul punto del suo maggiore trion-fo riportato neH’intiera espulsione de’Gesuiti da tut-ta la sua Diocesi.
lo rà, che un pasto di tal natura da Vo! unica-mente non dipende, ne io Io chiedo da Voi. DaVoi perà dipende, e posto con rutta equità e anome ancora delle vostre Pecorelle dimandare aVoi di non più ammettere i Gesuiti per coopera-tori del vostro ministero. E quando temer potestealle vostre determinazioni contraria la pubblica au-torità del Governo Politico, perche col Sacerdoziod’accordo proceda e cammini il Principato, a Voisi aspetta, che implorata , prima di venire ad al-cuna