22
po seguito F abbruciamento, ricevette il Prelato unaterza lettera per mano di quell’ istesso, «he gli avearecapitato le altre due, nella quale se gli addiceva-no dei Testi della Sacra Scrittura per provarli, chequell’infortunio era un gastigo di Domene Dio contro di lui, e un’ evidente protezione della sua Chie-sa. Quando comparve 1’ incendio accorse tutta laCittà a prestare aiuto. I Seminaristi medésimi, eh’erano chiusi nel Seminario, voleano farlo aprire percorrer ancor essi in soccorso . I Gesuiti gli risposerocon risentimento, dicendoli come ci entravano loro,e che ritornassero quanto prima nelle loro. Camere,e di più gli minacciarono , che in caso persistitoavessero nel!’ impegno d'andarvi, gli avrebbero cac-ciati dal Seminario. Gli Scolari sdegnati dell’inuma-nità dei loro Superiori, non fecero verun conto del-le minaccie , e obbligarono il Portinaio ad aprirli.Anche un Gesuita ci si fece vedere nel Cortile delVescovo ; ma non ad altro oggetto fece la sua com-parsa , che per ridersela sbardeiiatamente alle spallealtrui. Veduta questi una truppa di Femmine, cheamaramente piangevano, se gli accostò belbello :Che ? vi dispiace forse ( disse loro ) di veder bru-ciare la Casa del vojiro Vescovo ? E vedendo , checostoro non gli rispondeano, continuò a motteggiar-le, e le indispettì tanto, che alla finfine stufe quel-
non fosse più vivo, il P. Gabrielio Malagrida . Ilguajo è , che ha saputo predire il male degli altri,ma non prevedere il suo, nè quello della sua Reli-gione. Bisogna, che quel Spiritus malus , che invaseSanile, dopo avergli in ombra manifestata la mor-te, che poteva accadere, ma che Iddio permise nonaccadesse del Sovrano di Portogallo, partendo solle-citamente da lui, lo lasciasse nel!’antica sua cecità.