66
Le dimande di M. di Saintes presso M. di ]e jrante , che ha trovato nella sua equità de' giullimotivi di non profittare dell’avvertimento di que-sto Prelato, non avendo avuto altro effetto, diediaccrescere il disgusto concepito da’ Gesuiti , e da iloro Amici per la morte di M. di Mirepoix . Ba-stava , elle dicessero una parola sola per otteneresenza difficoltà esecuzioni militari , e ignominiose .Questa era la sorte, che da gran tempo aveano de-stinata a M. di Lusson. Ma non potendo più ef-fettuarla per mezzo di una Autorità suprema, eglinosi vedevano nel caso di tentarla da lor medesimi ,come si è veduto nello scandaloso tumulto della not-te del 1 6. 17. Febbrajo ^
Questa scena non fu, per cosi dire j che il prelu-dio di una infinità di altre insolenze, e insulti,cheM. di Lusson hà dovuto soffrire dalla parte de’Ge-suiti, i quali a motivo del Congedo avocato al granConsiglio si sono mantenuti in quel Seminario a di-spetto del Prelato fino al Mese di Maggia di quest’anno 1758. obbligato à trattenersi con costoro nelsuo proprio Seminario , quante volte si è trovato alcaso di ripetere : fallitavi cum habitantibus cedar ,curri bis qui oderunt pacem . Ei non si potè giam-mai servire della cucina, nè di altri luoghi necessaridella Casa. I Gesuiti hanno scritto da per tutto perimpedire, che si mandassero de’ Convittori.,- é degliScolari al suo piccolo Seminario. Essi hanno inti-morito i Professori, e sviati fino i Domestici. Essili sono voluti far credeife i soli Superiori , Diretto-ri, Amministratori del suo Seminari^. Irritati final-mente per avere gli Officiali della Giustizia fattoaprire il 3. Novembre tutte le Scuole del grande ,e piccolo Seminario, e rimesso M. Vescovo in pos-sesso , ebbero la sfrontatezza di fare intimare al prin-
ci-