So
ti attribuita questa morte . A noi ci basta di dareiil ragguaglio della malattia, e della morte del Pre-lato colla più scrupolosa esattezza , eh’ è quello ap-punto, che abbiam preso a fare.
Il Prelato dunque godeva una perfetta sanità dapiù di sei settimane ; e diceva a tutti quelli , chelo visitavano, che da venti anni in qua non si era■giammai sentito così bene. Egli attribuiva lo rista-bilimento di sua salute sì alla gioja , che provavaper avere tra breve de’ Cooperatori degni , si anco-ra al regolamento, che osservava da poco in quà, dinon prender niente la lerà. Questo parlare lo feceegli pochi giorni avanti la sua malattia ad un Reli-gioso Benedittino , che fu a visitarlo. Il Giovedì28. Ottobre, giorno in cui le persone destinate alladirezione del Seminario di Lusson erano partite daParigi , il Prelato pranzò con appetito , sebbenemangiasse poco, secondo il suo costume . Ei tra lealtre cose mangiò tre , o quattro piccole radici, equattro, o cinque bocconi di crosta di Pasticcio ; lePersone che pranzarono seco lui quella mattina ,mangiarono lo stesso , eh’egli , a riserva del vino ,che non fu lo stesso del suo . La sera non preseniente per immaginazione, anzi non si pose neppu-re a tavola. A nove ore , e mezza si consolava distar così bene, e pareva più allegro del solito. Al-le io. andò a letto , e stette sènza prender sonnosino alle 11. e mezza; e allora si sentì incomodatonello stomaco , e nel petto, onde si alzò a passeg-giare per la Camera. Appena alzatosi , li trovò inuno stato il più violento . Gii riuscì però di chia-mare i suoi Domestici , ma nessuno lo intese fuor-ché il Cameriere , che accorse ben presto ; e nelsentire gli urli , che faceva il Prelato , credeva chemoriste . I! suo spavento si accrebbe molto più ,
quan-