certa. La Regina D. Caterina consorte del Re D.Gio: Ili. la rappresentò a S. Pio V. Le Corti ce-lebrate in Lisbona , e D. Alessio de Meoezes, Al-varo de Cadrò , ed altri moki per l’infelice espe-rienza delle grandi calamità , che per colpa di que-sti Padri patì il Regno, lo dicevano. Rappresentòil Conte d’ Oeyras lo stesso, ma con moderazione.Io pratico de’ monumenti della storia di quei tempi,estendo più la proposizione, e dico , che non vi fucalamità pubblica, nè rovina , nè perdita nelle con-quiste, e nella guerra, di cui i Padri Gesuiti o peruna , o per più vie non fossero la causa. Il Pubbli-co istruito da questa vera, quantunque breve, rela-zione della condotta di questi Padri, non può attrstbuste ad odio quello, che è accaduto loro in Porto-gallo, ma>alle loro ribellioni, insulti, e delitti.
OSSERVAZIONE VI.
Dilla condotta di Sua Maeflà Fedelissima sul su$alto ftjlema di rejiaurare la felicitàpubblica de'suoi Stati .
1 ’ Autore delle osservazioni con temeraria auda-j eia per coprire gì’insulti delle ribellioni, 1’u-surpazione, ed il commercio de’ Padri Gesuiti, di-chiara al pubblico , che il Re Fedelissimo è ingan-nato dalle rappresentazioni del primo ministro. Que-sta proposizione è arrogante , e temeraria , perchéoffende l'alto intendimento di S. M. F. Ma io vo-glio concedere , che in un fatto, o in un altro sipossa verificare riguardo a qualche Sovrano ,• ma inuna serie di fatti continuati di ribellioni nella me-desima Corte del Re Fedelissimo, nella quale i Pa-dri Gesuiti stessi immediatamente lo fecero disingaa-Jiare delle ipocrisie, colle quali sino a quel tempo
B rito-