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gran Patriarca S. Ignazio nella Corte di Lisbona ,ed alla presenza del Re O. Ciò: [IL non la depres-sero . Se la grande Santità di Sant’ Ignazio non eb-be iì privilegio di essere esente dalle calunnie de' me-,desimi Gesuiti, chi potrà sperare di esser esente daquesto insulto delle loro lingue, e delle loro penne?É in fatti chi n’ è andato immune in qualsivogliatempo, in qualsivoglia luogo , in qualsivoglia con-giuntura , o per qualsivoglia maniera ? Ma questoconferma pm la buona fama, non l'abbatte.
OSSERVAZIONE VII.
Sulla condotta di Sua Maefià Fedeliffìma ne fattide' Padri Gesuiti , la quale fi prova nonderivare da odio del Conte cs Geyras .
D Alle osservazioni antecedenti si conoscono chia-ramente le prime radici, ed origini, che scal-tramente nasconde 1’ autore delle osservazioni. Essetutte precedono il tempo del ministero del Conted’Oeyras. Nulla penseva il Re, nè il suo ministroa questi Padri. Tutti i pensieri di S. M. eran ri-volti assalto punto del ben pubblico . Il Conte dOeyras stimava i Gesuiti conforme al loro merito,e secondocchè volgarmente si credeva allora. Man-dò vestiti tutti i suoi figli per un anno dell’ abitodi S. Ignazio. Questo persuade non aver egli quellodio inveterato, che insinua al pubblico d’ Italia,ma non a quello di Portogallo , Fautore delle os-servazioni. Ma il fatto seguente è un monumentoautentico, ed incontroverso di questa sincera osser-vazione.
Procuravano in questo tempo i Padri Gesuiti nel-le Corsi di Lisbona, e Madrid, che si scioglieste utrattato di cambio, e de* limiti, che sopra abbiamo
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