riferito. Nella Corte di Lisbona propose il LadreGiuseppe Moi-eira â S. M. F. quanto fosse inutile alRegno quello trattato , rappresentandogli , che leterre dèlTUragiîai erano deserte, povere , ed abita-te da popoli barbari, e tumulinosi, i quali ajutatidai vicini popoli del Paraguai facilmente eccitate! avrebbero ribellioni ad ogni poco ; e senza gran dis-I pendio dello Stato sarebbe stato impraticabile il ridur-I gli ali’ubbidienza, e buona disciplina . Non se glioppose in qìiesto tempo il Conte d’Oeyras, che nonera bel ministero. Il Re Fedelissimo mandò allaCorte di Madrid Antonio da Gama Lobo personaben veduta dalla Regina, e dal Marchese dell’Enle-nada . Queste diligenze furono fatte Tanno 1751.Quel ministro niente conchiuse . Persistettero ne'trattati : ambedue le potenze fecero preparare inquegli Stati eserciti per la vicendevole esecuzione delcambio , e de’ limiti.
Ora questo fatto pùbblico é un irrefragabile mo-numento , ed una chiara prova, che distrugge queli’odio inveterato del Conte d’ Oeyras, che sì strana-mente tenta di persuadere T autore delle osservazio-ni . NelT America ricorsero i Padri Gesuiti agli ulti-mi insulti d’impedire colle armi T esecuzione di qué-sti trattati . Nulla nerò di ciò si sapeva in Porto-gallo. Quantunque molti sospettassero di queste ri-bellioni, queste voci si stimavano popolari , e dèivolgo. Quando successivamente ne’ mesi di Luglio,ed Agosto delT anno 1757. arrivarono le relazionidall’ America sì dalla parte del Sud , come dallaparte del Nord delle grandi ribellioni mosse nelTima, e nelT altra parte da’ Padri Gesuiti per impe-dire T esecuzione di que’ trattati , come pure perimpedire la libertà degT Indiani , opponendosi allaBolla del Santissimo Padre Benedetto XIV. questerappresentazioni erano scritte dagli Eccellentissimi
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