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»d alcuki utì delitto , il quale non abbiano mai jpensato . Ora lo stesso che diciamo di questo pri- jmo Ministro di Giustizia, dobbiamo pensarlo degli ,altri egualmente probi. Questi sofismi dell’Autore delle ]Osservazioni denotano il pensare più scellerato, e (più vile, che può inventare la calunnia. Ma leggala risposta prima di un Italiano dimorante al servigiodel Re Fedelissimo , ad un Prelato delia curia Roma-na circa le presenti controversie della Corte di Por-togallo co*Padri Gesuiti. In questa lettera si porta-no tutte le prove veementi per persuadere al Pub-blico , che formi una giusta idea su la verità diquesti fatti. Io conosco 1’Autore di questa risposta.
Egli è Va sia lo di S. M. F. , ed uno degli uominipiù eruditi di Europa. Argomenta con forza, ed inchiari termini scioglie tutti i sofismi , che può fin- >gere la calunnia. Non mi è necesiario di più dif-fondermi per istabilire la verità, perché ivi con undiscorso evidente ed elegante si rovina quello,che può opporre l’incredibilità, e la malevolenza .
Osservi ciò non ostante il pubblico per disprezza-re le false osservazioni , colle quali il loro Autoreprocura deprimere la gran Religione, ed ossequioalla Sede Appostolica del Signor Conte d’Oeyras,che dal giorno de' 3. di Settembre, epoca dell’ orri-bile attentato , sino al giorno i ;. di Dicembre dellanno stesso 1758. in cui furono racchiusi ne’loroConventi i Padri Gesuiti, passarono più di z. mesi,ne’quali si fecero le più vive, ed esatte diligenze,e quegli attivi esami , che richiedeva un caso sìstrano . Dopo questi deliberò S. M. F. santissima-mente di fare assicurare ne’ loro Conventi questiPadri, procedendo per via di economia indispensabi-le, e naturale, e precisa difesa della sua real per jsona, e del Governo, e della tranquillità pubblicade’ suoi vassalli, sino a tanto che non ricorreva alla