gualche comodità della vita, che per acquistare laVera erudizione. Di qui passavano alla Filosofia ,per la quale subito si compravano le Logiche diBaretto , o quella di Carvalho, e qualche voltaquella di Macedo . In questa scuola si/scrivevaore, ed ore, benché il Gesuita Toledo nella Pre jfazione alla sua Fisica , lungamente, e per molte ra-gioni detesti il dettare scritti di Filosofia. Si grida-va molto disputando sul niente. Si apprendeva unnumero immenso di avverbi, e di parole. Si divi-deva tutto questo in articoli , e paragrafi . Tuttoquesto chiamavano Scritti. Terminavano i tre an-ni , e nulla sapevano di questo Mondo fuorché po-chi sofismi , co’quali s* insegnavano vincendevolmen-te, e pensavano, che quella fosse la Filosofia,
In questo modo i Padri Gesuiti ammaestravano nelRegno i loro scolari, e i loro divori, bastando loro»mantenessi nel possesso delle scuole , dalle qualiguadagnavano rispetto, ed autorità presso gì’ igno-ranti. Contuttoccîò vi erano stati, e vi erano nelRegno alcuni uomini , i quali conoscevano tuttoquesto , e giudicavano doversi bandire dalie scuolequeste ridicolerie colle quali la Gioventù perdevail tempo, e l’ingegno . Ma niuno di questi abusisi poteva togliere a motivo de’Gesuiti che stavanoin Palazzo.
Nella Teologia non si citava Scrittura, né Con-cilio, né Santo Padre. Tutto erano quistioni, chechiamavano scolastiche . Molto si deputava soprala scienza media, che non serviva ad altro , che adar ad intendere agli ignoranti, che i Gesuiti ave-vano scoperte nuove Provincie nella Teologia. Maivi non altro ci udiva, ie non allegazioni di Moli-na, Vasquez, Valenza, ed altri simili. Il bello è,che finora questo stesso dicevano de’ Gesuiti Porto-ghesi i Gesuiti Romani, ed i loro di voti j ma a
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