4 ®
punti, che con caviliosi sostimi propone al pubbli-co l’Autore delle osservazioni .
Contro il primo punto argomenta questo sofistaopponendo primieramente alla clemenza di S. M. F.che la permissione data di restare alcuni nel Regno,sènza i’abito, prova 1’ odio ali’abito de’Gesuiti, ela cupidigia de’loro beni. Ma non sa questo detrat-tore neppur le leggi della clemenza , e della gran-dissima , ed esuberante liberalità del Re Fedelissimo.Questo attribuire a S. M. F. la vilissima macchiasticupidigia ci rappresenta molto vivamente le idee diavarizia , le quali sempre occuparono gli animi diquesti uomini interessati, poiché, come dice un pro-verbio Italiano, s orso sogna pere. Permise la Realpietà del Re Fedelissimo, che restassero que’ Padri,i quali non avendo altro delitto , che quello di es-sere membri di quel corpo, il quale era suo dichia-rato nimico, e del quale 1’esperienza di due secoli,e la propria, aveva mostrato, che per la sua corru-zione , e per abuso era infausto al Regno , perico-loso alla conservazione della preziosa soavità, epre-giudiciale alla pubblica tranquillità . Non per odioali’abito, né per odio alle regole della Compagnia,ma per zelo, cautela, e sicurezza della propria vi-ta , e per obbligo di promovere la felicità de’ suoiStati fece questo passo . Un gran Vescovo scrisse ;una lettera nel tempo della riforma , nella qualediceva , che nulla rimediava S. M. F. con questosoave mezzo della so a Reale provvidenza , e nonavrebbe rimediato , se non quando fosse venuta almezzo ultimo , e necessario , per il ben pubblicodello Stato , di cacciarli fuori del Regno . Questalettera è in mio potere, e son pronto ad esibirla ,ed accennare, chi ha l’originale. Questo era il de-siderio degli uomini grandi di Portogallo, ne’ qualiI’ erudizione , e cognizione dell’ ipocrisia di questi
uo-