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OSSERVAZIÓNE XV.
Sulla condotta degli Eminentissimi Signori Cards/tali , Principi , e Prelati nel Giudizio , che forma-no de'fatti di Portogallo. Si dà ma idea generaledella Corte di Poma.
O sserviamo finalmente, che l’Autore delle Os-servazioni suppone Roma tutta a suo favore.Ma egli s’inganna . Io sto in Roma : parlo conalcuni Eminentissimi, con Principi, Prelati, e congente di tutte le Gerarchie, e conosco Roma. Fi-nora non ho udito persona di senno , che non di-sapprovi l’esecrando insulto di cospirare contro lavi-la del Sovrano. Alcuni mi hanno detto , che quan-do la prima volta udirono la relazione di questofatto , senzacchè si sapessero i complici, gli venne-ro in mente i Gesuiti. Questo si può chiamare ilgrido spontaneo , ed interno della natura , che ne-cessariamente rappresenta questi de’quali vi è sospet-to maggiore.
Qual è l’Eminentislimo Cardinale, quale il Prin-cipe, quale il Prelato, il Nobile, e chiunque altrodi mente quadra , che disapprovi la condotta del |Primo Ministro di Portogallo? Sempre ho sentitodire a gloria sua, e della Nazione, che egli è unode’Maggiori Ministri di Europa . Chi può disap-provare lo zelo , e realtà, colla quale tratta col suoSovrano ? Questa azione è di sua natura tanto giu-sta, che ognuno dice , che qualunque Principe tos-se nel suo posto , così farebbe. Tutti i faggi in Ro-ma così giudicano, così sentono.
Con questi medesimi sentimenti si accompagni lacompassione, che moki Eminentissimi, Principi, ePrelati hanno de’Gesuiti. Quando qualche Gesuita
espo-